La Gioconda non è Lisa ma Gian Giacomo


A mio modesto parere, quello che forse era nato come ritratto di Monnalisa Gherardini del Giocondo detta “La Gioconda”, diventò col tempo un gioco di trasformazione ed una palestra di ricerca scientifica dove il modello ispiratore fu l’amato Gian Giacomo Caprotti, detto il Salaì (da “Sala[d]ino” ovvero “diavolo”) (Oreno, 1480 – 19 gennaio 1524), che è stato un pittore italiano, allievo prediletto di Leonardo da Vinci.

Leonardo Da Vinci, Testa di giovane di profilo, Windsor Royal Colection. Si ritiene sia un ritratto del Salai.

Leonardo Da Vinci, Testa di giovane di profilo, Windsor Royal Colection. Si ritiene sia un ritratto del Salai.

Gian Giacomo Caprotti fu spesso usato da Leonardo da Vinci come modello sia per figure maschili che femminili, Eccone alcuni qui sotto:

 

Lleonardo da Vinci - Il Salaì nelle sembianza di San Giovanni Battista

Leonardo da Vinci – Il Salaì nelle sembianze di San Giovanni Battista

 
Leonardo da Vinci - Angelo Incarnato - Ritratto del Salaì con in evidenza il membro eretto

Leonardo da Vinci – Angelo Incarnato – Ritratto del Salaì con in evidenza il membro eretto

In questo caso molto probabilmente Salai si burlava del maestro in momenti di vita in convivenza del tutto normali nella loro leggerezza. Ho personalmente visto membri disegnati da Leonardo sul retro di alcuni disegni e direi che si nota molto bene la differenza di esecuzione con quella sopra dell’angelo incarnato,

Salai e Leonardo Da Vinci, Monna Vanna (Joconde nue) Svizzera, Collezione privata, già Collezione Litta a Milano

Salai e Leonardo Da Vinci, Monna Vanna (Joconde nue) Svizzera, Collezione privata, già Collezione Litta a Milano

Nel caso della Monna Vanda, detta anche Monnalisa nuda sono evidenti i tratti mascolini delle braccia e del collo taurino come quello di Gian Giacomo.

Gioconda di Leonardo da Vinci 1503–1506

Gioconda di Leonardo da Vinci 1503–1506

Nella Gioconda i tratti di Gian Giacomo come l’arcata sopraccigliare, il naso, la bocca ed il mento sono ancora più addolciti rispetto alla Monna Vanda ma indubbiamente i tratti di partenza sono sempre quelli della fisionomia di Salai, I tempi lunghi di realizzazione e di sperimentazione di Leonardo per questo dipinto atipico perchè che aveva funzione di palestra tecnica e mentale avevano bisogno di un modello sempre disponibile all’evenienza e chi meglio di Gian Giacomo che conviveva con il maestro? Il resto della fisionomia è frutto della fantasia di Leonardo ma la personalità espressa dallo sguardo e dall’atteggiamento della Gioconda è il ritratto di quella di se stesso e non quella grezza del Salai che è un ladro irriverente del proprio maestro (Leonardo nei suoi appunti spesso si lamenta dei furti di denaro spudorati e da lui sempre perdonati).

Il Bacco su un precedente san Giovanni Battista è un dipinto a olio su tavola trasportata su tela (177 × 115 cm) attribuito a Leonardo da Vinci e bottega, databile al 1510-1515 e conservato nel Museo del Louvre a Parigi.

Il Bacco su un precedente san Giovanni Battista è un dipinto a olio su tavola trasportata su tela (177 × 115 cm) attribuito a Leonardo da Vinci e bottega, databile al 1510-1515 e conservato nel Museo del Louvre a Parigi.

In pratica per Leonardo, Gian Giacomo fu il modello base di partenza per molti soggetti, i quali poi venivano leggermente cambiati qua e là per evitare un mero effetto fotocopia. Qui sotto un’altro esempio ma potrete divertirvi a cercare Salai camuffato in qualche altro dipinto di Leonardo. Buon divertimento.

Il Salvator mundi è un dipinto a olio su tavola (66x46 cm) attribuito a Leonardo da Vinci, databile al 1499 circa e conservato in una collezione privata di Abu Dhabi.

Il Salvator mundi è un dipinto a olio su tavola (66×46 cm) attribuito a Leonardo da Vinci, databile al 1499 circa e conservato in una collezione privata di Abu Dhabi.

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Informazioni su Sandro Ferrucci

– Sandro Ferrucci nasce a Pisa nel 1965. Maturità artistica conseguita nel 1983 presso il Liceo Artistico Firenze 1 (oggi Leon Battista Alberti) con i maestri Arrigo Dreoni, Gianni Cacciarini (a sua volta allievo di Pietro Annigoni), Bruno Rosai (nipote di Ottone Rosai), Paolo Lauri, Maurizio Mariani, Franco Lastraioli, Mario Agostini e lo storico dell’arte Piero Adorno. Ritenuto “troppo accademico” già in fase scolastica e personalmente in contrasto con la “poetica dell’arte” sostenuta da Adorno, derivata oltre che dai suoi studi anche da una visione favorita dalle proprie origini altolocate (la madre in giovane età fu allieva privata del pittore Giovanni Fattori), prende la drastica decisione: “l’arte non fa per me” pur continuando ad avere il massimo rispetto e stima per Adorno e la sua smisurata cultura non solo nella storia dell’arte ma anche in quella della musica e del quale ho sempre ammirato ed invidiato la dialettica. Da subito lavora nel campo della comunicazione, della grafica e della serigrafia e a tutt’oggi dirige una propria agenzia pubblicitaria con all’interno laboratori di ricamo personalizzato e di stampa digitale di piccolo e grande formato e fotografia professionale. Preso da una vita frenetica dove oltre al lavoro si dedica ad attività amatoriali tra le quali: chitarra, violino, calcio, ciclismo su strada, vela, alpinismo e arrampicata, gli manca solo l’ispirazione ed il tempo per dipingere. Nel 2017 diventa nonno per la prima volta e forse maturo ed abbastanza ispirato per iniziare una propria produzione pittorica. Gioca ancora a calcetto…ma come giocatore ha sempre fatto pena!